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la mia storia...


Ho intrapreso questa strada per dare continuità a una lunga tradizione familiare che mi ha permesso fin dai primi anni di vita di crescere a stretto contatto con la scienza medica. Questo ambiente mi ha fatto comprendere molto presto il valore della missione che è chiamato a svolgere il medico ed i suoi innumerevoli doveri nei confronti del paziente. Trovandomi da sempre all’interno del mondo scientifico ho capito, molto prima di diventarlo, cosa significhi veramente essere medico: una professione dura, di grande responsabilità, fatta di sacrifici, di tempo sottratto alla famiglia, all’affetto dei figli, ma profondamente umana, affascinante e di alto valore sociale. In un certo senso mi sono sempre sentito un predestinato: dal nonno e dallo zio chirurghi (entrambi primari di chirurgia generale, in tempi in cui ancora un chirurgo doveva essere in grado di operare tutto) dai quali, troppo piccolo per poterli vedere operare, ho ascoltato innumerevoli racconti, dagli interventi pionieristici eseguiti con mezzi di fortuna in tempo di guerra in prima linea (utilizzando l’etere come unico anestetico), alla chirurgia del dopoguerra con i suoi grandi cambiamenti, le procedure e le strumentazioni avveniristiche introdotte dall’evoluzione continua della tecnologia. E ancora, i ricordi di quando da bambino li accompagnavo in reparto a vedere le medicazioni chirurgiche nel pomeriggio, seduto in un angolo ad osservare attento e curioso. Successivamente la grande influenza della figura paterna, luminare della medicina, ritenuto uno dei massimi esponenti della endocrinologia italiana. Dell’attività medica di mio padre ho sempre ammirato il suo grande intuito diagnostico e seguito con vivo interesse l’attività clinica del suo reparto, la didattica (è stato infatti professore universitario) e ancora il grande interesse per la ricerca che ha sempre dimostrato. È proprio la sua grande curiosità scientifica che lo ha reso celebre per la scoperta di una sindrome endocrinologica (sindrome fronto-basilare). Per queste ragioni ho sempre sentito la medicina come la più nobile delle arti e l’unica scelta per me possibile essendo cresciuto in un ambiente così stimolante dal punto di vista scientifico-umanistico.

Ricordo il fascino che esercitavano su di me i grandi volumi di medicina presenti nelle librerie di casa, le numerose pubblicazioni paterne a me allora incomprensibili e misteriose ma ugualmente cariche di un fascino particolare.

Ricordo le riunioni in casa fino a tarda sera tra grandi esperti del settore che sperimentavano e discutevano di nuove ricerche per la cura di malattie importanti…

 


A metÓ degli anni '80 ho iniziato il corso di laurea in medicina e chirurgia che ho portato a termine con il massimo dei voti nel 1992. Dopo avere frequentato negli ultimi due anni di UniversitÓ numerosi reparti ed avere fatto un giro di orizzonte sulle varie discipline mediche, non ancora laureato sono rimasto sedotto ed "illuminato" dalla dermatologia, disciplina chiaramente iconografica. Ci˛ che pi¨ di ogni altra cosa ha influito sulle mie scelte e sul produrre in me in forte interesse per la materia Ŕ stato un soggiorno di felloship presso il Dipartimento di Dermatologia allora diretto dal Porfessor Malcolm Greaves del St. Thomas Hospital di Londra per circa otto mesi subito dopo la laurea. E' a Londra che mi Ŕ stato possibile conoscere la dermatologia e approfondire numerosi aspetti assorbendo una cultura assolutamente fuori dall'ordinario. Frequentare tutti gli ambulatori delle principali patologie cutanee, gli incontri settimanali con tutto lo staff del reparto in cui ci si trovava in aula a discutere i casi clinici pi¨ importanti, Ŕ stato per la mia formazione di dermatologo una esperienza unica. Da allora ho mantenuto con i colleghi londinesi non solo rapporti di collaborazione scientifica ma anche, in alcuni casi, sono nate delle vere amicizie che durano ancora oggi. Come in tutte le comunitÓ di lavoro che possiedono un valore aggiunto- simbolico o reale- che sia- una permanenza lunga o anche solo un passaggio, lasciano un segno nella biografia e nell'anima. Quasi mai una cicatrice. Un ricordo indelebile, piuttosto. Essere stati parte di quella formidabile officina, che ho visto diventare uno dei grandi punti di riferimento della dermatologia mondiale ha impresso nella mia memoria un senso di appartenenza.

Successivamente ho frequentato la Clinica Dermatologica di Firenze (allora centro di eccellenza in Italia), dove ho potuto affinare la mia esperienza in tutti i settori di questa materia: dermatologia infiammatoria, oncologica, allergologica, psicosomatica, venereologica e chirurgica. Ho quindi conseguito la specializzazione in dermatologia con il massimo dei voti presso l'Istituto di scienze Dermatologiche dell'UniversitÓ di Siena. Successivamente sono divenuto membro della New York Academy of Sciences ed ho insegnato alla scuola di specializzazione in nefrologia dell'UniversitÓ di Firenze come Professore a Contratto dal 1996 al 2006.

Dopo un avvio brillante in ambito universitario nel quale ho prodotto una sessantina di pubblicazioni scientifiche e due capitoli di libri, intuivo nel mondo dermatologico la nascita di un nuovo settore destinato a cambiare gli orizzonti di molti dermatologi: la Dermatologia Estetica. Questa disciplina, nata in sordina e da molti inizialmente sottostimata, trova oggi una sua collocazione ben precisa.

Grazie al progresso e alla evoluzione continua della tecnologia, oggi la dermatologia estetica e rappresenta una dei più importanti capitoli delle scienze dermatologiche.

E’ quindi dalla metà degli anni ’90 che ho cominciato a seguire con particolare attenzione i corsi monotematici dell’Agorà, scuola di medicina estetica situata in Milano, che ho da sempre ritenuto il “filo diretto con l’America”. Mi è stato possibile conoscere le nuove tecniche di ringiovanimento e benessere che hanno cominciato ad imporsi all’attenzione del medico fornendo a livello didattico un’impronta internazionale sia nel metodo di insegnamento teorico che in quello pratico.

Mi è stato estremamente utile l’aggiornamento continuo e il contatto con altri colleghi che come me si affacciavano in un mondo nuovo.

La scienza dermatologica in questi ultimi anni si è evoluta moltissimo, sia in termini di nuove strategie terapeutiche per la cura delle malattie della pelle che di nuove tecnologie laser, chirurgiche ed estetiche. Le competenze del dermatologo del 2000 non si limitano più a quella che fino a 30 anni fa veniva definita la “dermatologia delle pomate” che dava una visione molto limitata delle conoscenze individuali del dermatologo.

Si profila quindi nel nuovo millennio una realtà completamente cambiata per la dermatologia che a pieno titolo si può definire globale in quanto sottende ad una disciplina in continua evoluzione che contiene una branca medica, una chirurgica ed una estetica. Il dermatologo del 2000 ha assunto un ruolo di primo piano nel panorama medico attuale che lo vede protagonista e lo stimola ad un aggiornamento continuo e diversificato per essere completamente Up To Date.

 



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