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particolare grafico domanda:

Che cosa è il carcinoma basocellulare?

risposta:
I tumori della cute sono le neoplasie più frequenti nell'uomo ed assommano a circa il 40% delle neoplasie totali che colpiscono la specie umana.
Il carcinoma basocellulare o epitelioma basocellulare è anche definito basalioma perchè origina dalle cellule dello strato basale dell'epidermide. Il basalioma è una neoplasia cutanea proteiforme, a crescita lenta, spesso con evoluzione ulcerativa, molto raramente riscontrata negli individui sotto i quarant'anni. E' il tumore più frequente in assoluto negli Stati Uniti, con più di un milione di casi registrati nel 2000.
Questo tumore cutaneo appare come un piccolo nodulo di aspetto perlaceo che aumenta lentamente di dimensioni ed è spesso duro al tatto. E'il più frequente dei tumori cutanei. Si osserva quasi sempre in soggetti con età superiore ai 40 anni. E' interessante l'osservazione della sua maggiore incidenza negli immunodepressi in seguito a terapie e nei soggetti con fototipo I e II, e quest'ultimo evento indica nel sole un fattore causale anche se non esiste una stretta correlazione fra area maggiormente fotoesposta e sede del tumore:
Le cause predisponenti sono:
- prolungata fotoesposizione
- cicatrici
- ustioni solari in età infantile
- radiazioni ionizzanti
- traumi locali
- ulcere distrofiche

Nell'uomo di razza caucasica, il carcinoma basocellulare è il più frequente di tutti i tumori. E' un tumore cutaneo con caratteristica malignità locale e ciò fa si che solo molto raramente metastatizzi e provochi il decesso del paziente. Questo tumore cutaneo può assumere vari aspetti clinici di cui almeno sei sono di comune riscontro. Questi tumori prediligono il viso, con l'eccezione della forma superficiale che predilige il tronco. Esattamente il 70% dei carcinomi basocellulari si localizza su viso e collo, il 25% sul naso. Altre sedi tipiche sono le guance, la fronte, le regioni periorbitarie (in particolare il canto palpebrale interno). Le mucose non sono mai colpite.
L'obiettività è quasi sempre significativa ai fini diagnostici. In fase iniziale la lesione ha l'aspetto di un piccolo rilievo che lentamente si estende deprimendosi al centro. Per questa diffusione in senso centrifugo si rende quasi sempre evidente un orlo sul quale si notano elementi grandi quanto una testina di spillo che si identificano nelle perle epiteliomatose. La lesione presenta inoltre una tinta cerea in tutta la sua estensione o soltanto a livello delle perle ed anche questa caratteristica cromatica è significativa. Si completa la semeiologia con l'assottigliamento dell'epidermide che rende evidenti piccoli vasi (teleangectasie).
Le varianti di carcinoma basocellulare sono:
- nodulare: molto frequente, si localizza soprattutto al viso, più raramente sugli arti. Si manifesta con una papula o nodulo traslucido di consistenza dura, di colorito cereo o bianco-roseo. Spesso si evidenziano teleangectasie.
- superficiale: differisce dalle altre forme, in quanto predilige il tronco e gli arti e insorge in soggetti più giovani. Si sviluppa molto lentamente in superficie, senza presentare alcuna tendenza all'infiltrazione in profondità.
- ulcerato: è una lesione unica e spesso indolore. L'aspetto ulcerativo è dominante. Solitamente insorge come ulcera d'emblè anche se ogni tanto si può insorgere una ulcerazione su un epitelioma piano o nodulare. L'ulcerazione si approfondisce e il tumore può invadere i tessuti molli sottostanti, la cartilagine e l'osso: questa è la varietà tenebrante. Solitamente mancano le metastasi anche se la prognosi è temibile perchè il trattamento è reso impossibile dall'estensione delle lesioni.
- piano-cicatriziale: si manifesta con una chiazza pianeggiante, al centro della quale si formano ulcerazioni a risoluzione cicatriziale. La lesione è delimitata alla periferia dalle perle epiteliali. Il carcinoma piano-cicatriziale ha un decorso molto lento ed estensivo e colpisce elettivamente la fronte, le regioni temporali e il cuoio capelluto.
- sclerodermiforme: piuttosto raro, si manifesta come una chiazzetta sclerotica piana, di colorito bianco cereo, senza orletto perlaceo e a lenta evoluzione. Si osserva al naso, alle tempie e alle guance di soggetti giovani. - pigmentato: è una lesione nodulare o nodulo-ulcerativa notevolmente ricca di pigmento melanico. Si localizza soprattutto al viso ed ha un decorso più benigno rispetto alle altre forme. Deve essere differenziato dai nevi melanocitici e dal melanoma
. - cistico : varietà molto rara, ha una larga base d'impianto, emisferica e percorsa in superifice da teleangectasie. Interessa preferibilmente le palpebre.

La terapia elettiva del carcinoma basocellulare è chirurgica. Se operati nelle fasi iniziali, questi tumori guariscono nel 95% dei casi.
La rimozione del tumore può avvenire, oltre che con la chirurgia tradizionale, anche con tecniche di microchirurgia, chirurgia al laser e criochirurgia con azoto liquido. Per alcune forme di basalioma sono disponibili terapie non invasive come l'impiego di creme a base di immunomodulatori (Imiquimod), che portano all'attivazione del sistema immunitario e alla conseguente distruzione del tumore senza necessità di intervento chirurgico. Un'altra possibilità terapeutica non invasiva è la terapia fotodinamica.
La terapia fotodinamica è una metodica che sta prendendo sempre più piede nel trattamento dei tumori cutanei non melanomi generalmente superficiali (ma con infiltrazione intralesionali di acido 5-aminolevulinico si possono trattare anche epiteliomi infiltranti con una buona percentuale di successo). La terapia fotodinamica prevede l'applicazione sul tumore cutaneo di un profarmaco (acido 5-aminolevulinico) che è un precursore della protoporfirina IX e tenuto in incubazione alcune ore con medicazione occlusiva. Per favorire una migliore penetrazione del principio attivo si preferisce rimuovere lo strato più superficiale dell'epidermide con bisturi elettrico o laser CO2 (debulking). La terapia fotodinamica si basa quindi sul principio di accumulare nel tessuto malato una sostanza che lo renda sensibile alla luce visibile di determinate lunghezze d'onda e ne provoca la distruzione attraverso l'esposizione a fonti di luce opportunamente calibrate.
L'irradiazione del tumore cutaneo con la luce induce la morte cellulare selettiva. Sono generalmente necessarie tre-quattro sedute a distanza di circa dieci giorni l'una dall'altra.
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