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Soft Restoration


Il ringiovanimento del terzo millennio: nuove possibilità iniettive con la Soft Restoration. Un nuovo trend che garantisce miglior completezza di risultato con minimi effetti collaterali. Dal riempimento con ago tradizionale all'iniezione di acido ialuronico attraverso microcannule flessibili e non traumatiche.
-Intervista al Dott. Matteo Cagnoni, Dermatologo, Presidente dell'Istituto di Ricerca e Cura di Dermatologia Globale (IRDEG)-
La continua evoluzione della dermatologia estetica ha portato alla realizzazione di una nuova tecnica iniettiva, semplice e non traumatica che si avvale dell'iniezione di acido ialuronico sul viso (ma anche ad esempio sul dorso delle mani) attraverso delle microcannule avveniristiche scorrevoli e flessibili. E' nata così la Soft Restoration, un nuovo approccio per il “rimodellamento globale del volto”.
-Dott. Cagnoni, di cosa si tratta esattamente?
-Di una tecnica d'avanguardia, semplice, efficace e di lunga durata.
-Che vantaggi presenta rispetto alla tecnica tradizionale in cui i filler si iniettavano con ago classico, fino ad oggi utilizzata?
-Prima di tutto bisogna chiarire che la cosiddetta tecnica tradizionale con ago non è né superata, né sbagliata. E' ancora una ottima tecnica che però presenta rispetto alla nuova modalità iniettiva di cui parliamo alcuni limiti. Quindi la soft restoration ne rappresenta semplicemente la naturale evoluzione. Iniettando acido ialuronico con la tecnica tradizionale si potevano trattare zone più limitate per ogni seduta. Volendo infatti considerare nel planning iniettivo zone più ampie di trattamento il medico sarebbe costretto a praticare troppi fori con notevole disagio da parte del paziente e considerevoli effetti collaterali (dolore, gonfiore, ecchimosi). Se fino a poco tempo fa si potevano trattare imperfezioni del viso come piccole rughe del volto, rughe naso geniene, riempimento volumetrico delle labbra e degli zigomi, ma di fronte ad altri difetti come guance scavate e ptosi dei tessuti molli l'operatore si vedeva costretto a orientare il paziente verso un approccio necessariamente chirurgico. Oggi invece, con la soft restoration si è aperta un'altra possibilità. Inoltre, essendo l'ago tagliente poteva essere rischioso andare in profondità poiché potevano ledersi vasi o nervi. Ciò non accade con le microcannule che avendo una punta arrotondata ed essendo facilmente manovrabili dall'operatore scorrono perfettamente e permettono di arrivare anche a molta distanza dal punto di ingresso.
-Quindi la Soft Restoration rappresenta veramente una grande innovazione!
-Certo! E' proprio un'altro pianeta! Il panorama iniettivo ha aperto un ventaglio di nuove possibilità: nel terzo millennio il nuovo concetto di riempimento è orientato ad un rimodellamento globale del volto, ad un trattamento per macroaree, per ridare all'ovale del viso pienezza, armonia, luminosità e freschezza. Si cancella dal volto l'aspetto stanco e sciupato che oggi, con la vita eccessivamente frenetica che conduciamo, dopo i 40 anni spesso presentiamo (vita sedentaria, fumo, alcool, alimentazione sbagliata, stress). Il viso dopo i 40 anni comincia a perdere luminosità. Questa tecnica certamente contribuisce a riequilibrare anche questo aspetto.
-Quindi un trattamento adatto dopo i 40 anni?
-Sì. Direi che va proposto dai 40 anni in poi.
-E per chi vuole continuare con la tecnica tradizionale? Magari per piccoli ritocchi?
-Benissimo, direi che una cosa non esclude l'altra. Anche se oggi l'orientamento è di non lavorare più sulla singola ruga ma sull'”insieme”, ottenendo un risultato molto naturale.


-Che cosa si inietta con la microcannula e come si svolge il trattamento iniettivo?
-Io prediligo iniettare sempre acido ialuronico. E' una sostanza che possediamo naturalmente nel nostro derma e che con il passare del tempo tende a diminuire in maniera direttamente proporzionale al processo di invecchiamento. E' una sostanza assolutamente sicura, riassorbibile e oggi, con le nuove tecnologie, anche di lunga durata. Oltretutto garantisce un effetto molto naturale. Non dimentichiamoci che non siamo più negli anni '90 dove era di moda la “mostrificazione” dei volti: vip e personaggi comuni con i connotati stravolti, tutti uguali e poi...i famosi pentiti del silicone...che non possono liberarsene (se non in modo parziale). Oggi il trend dominante, per fortuna è il “natural look”. Per quanto riguarda la tecnica va detto che è piuttosto semplice. Si procede ad un attento studio del volto controllando anche eventuali asimmetrie e quindi si segnano con un pennarello i punti dove praticare un foro con un ago che abbia lo stesso diametro della microcannula. Si crea così un accesso e si inserisce la microcannula. Questa, molto flessibile e scorrevole, ha una punta arrotondata che non lede vasi o nervi. Inoltre permette di trattare zone che primas era off limits perchè con l'ago tagliente era troppo alto il rischio di provocare sanguinamenti a seguito della lesione di vasi. Le microcannule sono più lunghe dell'ago (ne esistono di varia lunghezza) e consentono di arrivare a trattare anche zone lontane ai punti di ingresso. Per trattare un intero viso bastano pochi fori per parte (circa 3), con grande vantaggio per il paziente. E' un trattamento più completo, naturale, omogeneo e completo.
-Quante sedute occorrono per un risultato completo?
-Generalmente io faccio un planning iniettivo. Ogni paziente è diverso da un altro e quindi il trattamento va personalizzato. Dopo uno studio attento del volto si può decidere insieme se fare un unico trattamento completo “full face” in un'unica seduta, oppure programmare più sedute. In quest'ultimo caso tra una seduta e l'altra faccio seguire un intervallo di tempo di almeno dieci giorni ed inizio sempre dalla parte più alta del viso e via via scendo.
-E poi? Chi legge questa intervista cosa si deve aspettare da questo nuovo sistema di riempimento?
-La possibilità di rimodellare più aree del viso contemporaneamente e di avere un risultato globale più bello e completo con minimi effetti collaterali.
-Qualcuno parla di “lifting non chirurgico con acido ialuronico”. E' corretto? -Secondo me si tratta di due cose distinte e quindi non vorrei che si generasse confusione. Diciamo che è un ottimo sistema di approccio intermedio che può soddisfare ugualmente le aspettatative estetiche del paziente risparmiandogli anestesia, degenza, costi operatori....E' indicato per chi voglia farsi qualcosa, ma non si senta ancora pronto a ricorrere alla chirurgia oppure a chi ha già fatto un lifting e ne vuole mantenere gli effetti. E' una buona alternativa a ponte tra ringiovanimento medico e chirurgico. E non dimentichiamo che con questa nuova tecnica oltre ad ottenere una maggiore completezza di risultato, dal giorno dopo si può riprendere la propria vita sociale. Buona soft restoration a tutti quindi!!



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