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Iniezioni Bioristrutturanti per viso e collo


E’ oggi noto che l’invecchiamento progressivo causa una perdita del volume del volto dovuta alla distrofia cutanea, alla distrofia del tessuto adiposo e ad un lento riassorbimento della struttura ossea. Il derma diventa più sottile per la perdita di tessuto connettivo o si ispessisce (photo-aging), con lo sviluppo di rughe, solchi e l’atrofia ossea determina un aspetto senescente per l’ampliamento dello spazio orbitale e per la riduzione dello spazio mascellare (il terzo inferiore del volto cede). Ciò conferisce un aspetto scavato alle tempie e alle guance con rughe e solchi più o meno profondi (solco naso-genieno). Il viso è l’espressione della nostra personalità. Con l’acido polilattico è possibile la correzione di molti dismorfismi del volto: è questo infatti un prodotto iniettabile dotato di una straordinaria azione volumetrizzante. L’utilizzo di acido polilattico permette una ricostituzione tridimensionale del volto attraverso un aumento di volume del derma dovuto a sintesi di nuovo collagene. Per questa caratteristica l’acido polilattico non viene annoverato nella famiglia dei fillers ma viene classificato fra gli sculptors: ricostituenti del tessuto connettivo. Questo sculto è in grado di dare volume e ribilanciare gli zigomi e le guance, di riempire le rughe naso-labiali, la zona della marionetta e di rassodare i tessuti. Prodotto bioristrutturante indicato per la restituzione dei volumi, è il prodotto iniettabile più efficace nel riempimento dei tessuti scavati e e che più di ogni altro produce un effetto simile al lifting. Indicato per il viso, collo e dècolletè, laddove la pelle con il passare degli anni cede, l’acido polilattico provvede a distenderla sostituendo tessuto connettivo vecchio con tessuto nuovo, stimolando la produzione di nuovo collagene che genera un ispessimento del derma. L’acido polilattico è in commercio in forma liofilizzata: quest’ultima deve essere appropriatamente diluita con acqua bi distillata sterile. In questo modo si ottiene un idrogel composto da acido polilattico, mannitolo, caramellosi sodica e acqua bi distillata, che permette la ricreazione di volumi del volto del collo e del decolletè tramite la sua infiltrazione in sede sottocutanea.


Il trattamento, a differenza dei fillers, si suddivide in 3-5 sedute distanziate 30-40 giorni l’una dall’altra. L’obiettivo dell’acido polilattico è la uniforme distribuzione del prodotto nell’intera area trattata. Non si va ad agire sulle singole rughe ma su intere aree cutanee creando una correzione ampia con effetto lifting. Con l’impianto di acido polilattico si assiste ad una ristrutturazione naturale dei tessuti: la zona in cui prima dell’impianto era visibile un difetto viene completamente riempita. Le iniezioni di acido polilattico sono perfettamente tollerate dall’organismo in quanto il materiale è biocompatibile, biodegradabile e immunologicamente inerte, non occorre sottoporre il paziente a test allergologici. La sua lenta biodegradabilità (da due a tre anni) consente risultati estetici di lunga durata, con una correzione media di 18 mesi. L’impianto di acido polilattico è particolarmente indicato in presenza di cedimenti della cute del volto (area zigomatica, solchi naso-genieni molto evidenti, angoli della bocca rivolti verso il basso). E’ consigliato dai 40 anni in su. Un corretto utilizzo di questo materiale permette il “ tiraggio” dei tessuti ed il riempimento dei visi scavati tanto da renderlo unico nel suo genere e più completo e duraturo di qualunque filler riassorbibile. Sarà il medico a selezionare il paziente ideale in base alle caratteristiche che abbiamo appena descritto. L’acido polilattico viene iniettato nel sottocute con tecnica lineare retrograda, con tecnica a ventaglio con ago lungo, o con tecnica incrociata “ criss-cross”. Il concetto è che qualunque tecnica venga scelta, si deve intervenire su un’ampia area cutanea che verrà distesa. Essendo il materiale posizionato negli strati medi e profondi della cute, esercita la sua azione direttamente sotto al difetto da correggere riempiendolo dall’interno. Al trattamento è consigliato anteporre una anestesia locale con una apposita crema e, in certi casi, nella diluizione del prodotto si può aggiungere una piccola quantità di anestetico. Già dopo la prima infiltrazione si evidenzia una immediata correzione dovuta all’acqua 8il veicolo) che poi viene riassorbita. L’area trattata torna così allo stato pre- infiltrativo. Con il tempo 8-12 settimane successive) si apprezzerà una correzione dei difetti trattati con conseguente ristrutturazione naturale dei tessuti che vanno a riempire completamente la zona in cui in precedenza era visibile il difetto. Dopo l’infiltrazione la zona deve essere massaggiata dal paziente due volte al giorno per dieci giorni: il massaggio ripetuto consente un’omogenea ed armoniosa distribuzione del materiale. Di norma gli effetti durano da uno a tre anni. Per mantenere un buon risultato nel tempo è sufficiente un richiamo all’anno. Grazie all’azione straordinaria di questo impianto iniettabile si ottiene in 3-4 sedute un viso pieno, senza rilassamenti , ombre e depressioni, con cute estesa che rendono l’aspetto più giovane e sano. Sono indispensabili una corretta tecnica di inoculazione e una valutazione tridimensionale armoniosa dell’intero volto da parte del medico.


Prima e dopo il trattamento con acido polilattico.

Tecnica infiltrativa dell'acido polilattico. Lo sculptor deve essere sempre distribuito in modo simmetrico e in quantità identiche per ogni singolo punto.

Indicazioni principali di impianto con acido polilattico:

-riempimento e rassodamento della zona delle guance

-lipoatrofia

-correzione rughe naso-labiali

-zona della marionetta

-angoli della bocca

Confrontato con altri fillers dermatologici l’acido polilattico eccelle per la quantità di materiale utilizzabile, durata della correzione e la scarsa frequenza di effetti avversi (meno dell’1% e comunque paragonabili a quelli provocati dagli altri fillers attualmente in commercio).

L’utilizzo dell’acido polilattico per le correzioni estetiche in Europa è autorizzato dal 1999.


Tecnica infiltrativa dell'acido polilattico. Lo sculptor deve essere sempre distrubuito in modo simmetrico e in quantità identiche per ogni singolo punto.

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