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Tricologia medica


L'alopecia androgenetica o calvizie precoce, è provocata dagli ormoni androgeni in soggetti predisposti per fattori genetici e di età. Il ruolo degli androgeni (ormoni sessuali maschili) è confermato dall 'assenza di calvizie precoce nei castrati prima della pubertà, dal suo sviluppo in seguito alla somministrazione di testosterone e dell'alta incidenza in donne con aumentata secrezione di androgeni. L'ormone androgeno che inibisce il metabolismo dei follicoli predisposti è il 5-alfa-diidrotestosterone che per motivi ad oggi ancora oscuri, si accumula a livello dei bulbi dove si lega ai suoi recettori. I fattori genetici ancora in parte sconosciuti, influenzano l'età di insorgenza dell'alopecia androgenetica e il tipo di evoluzione che questa avrà. Con il passare degli anni l'estensione delle aree alopeciche aumenta progessivamente. Classificazione di Hamilton-Norwood .
L'alopecia androgenetica (definita anche alopecia di tipo maschile o calvizie precoce) è caratterizzata dalla comparsa precoce di un diradamento, cioè a dire prima dei 30 o anche dei 20 anni, un diradamento progressivo bitemporale (che si traduce nella classica stempiatura), e a livello del vertice, quindi frontale e diffuso (la cui permanenza ai limiti di inserzione parietali e occipitale dei capelli è prolungata).
Prevalentemente è un problema maschile ma sta coinvolgendo sempre più il sesso femminile; si calcola che oggi circa il 40% delle donne abbiano questo problema: in questi casi non si ha l'arretratezza bi-temporale ma è frequente osservare l'associazione con irsutismo, talora con acne e segni di virilizzazione.
La calvizie comune (alopecia androgenetica) è la forma di calvizie più diffusa. Può interessare sia l'uomo che la donna e le cause sono legate principalmente a fattori ormonali e genetici.
Nell'uomo la caduta dei capelli si concentra nella zona frontale e al vertice. E' ben definito il ruolo giocato dagli ormoni maschili (androgeni) nel determinare questa patologia. Per la donna questo problema assume una risonanza emotiva elevatissima ed è quindi molto importante aiutarla nella diagnosi e nel corretto trattamento della calvizie.
L'alopecia androgenetica prima dei 20 anni si manifesta come perdita di capelli simmetricamente in regione fronto-temporale. Con l'età l'incidenza e l'entità di alopecia in queste sedi aumentano e si associano a caduta progressiva dei capelli a livello del vertice. Nei casi di inizio dopo i 30 anni l'estensione dell'alopecia è più lenta e più limitata. Negli uomini con alopecia androgenetica la produzione di androgeni non è più alta di quella dei soggetti normali. Sono quindi da sfatare, se ancora esistesse il minimo dubbio, le presunte e decantate capacità amatorie dei calvi in quanto ritenuti portatori di dosaggi altissimi di testosterone nel sangue: non è vero! Non c'è affatto correlazione!
Nessuno può prevedere la rapidità dell 'evoluzione e l'entità dell'alopecia.
L'alopecia androgenetica consiste in una caduta di capelli diffusa ma è caratterizzata da una distribuzione topografica elettiva.
Raramente nella donna può costituire la turba di una manifestazione endocrina. Il processo di diradamento avviene per fasi, duranti le quali i follicoli vanno incontro a involuzione per l'effetto combinato di due fattori: stimolo androgenico e predisposizione ereditaria.

Si distinguono due forme di caduta di capelli:

-tipo maschile:

arretramento simmetrico dei margini temporali del capillizio (grado 1 secondo Hamilton e Norwood); vengono così a definirsi due insenature denudate (grado 2). Quindi arretramento del margine frontale (grado 3) e diradamento a tonsura del vertice (gradi 4 e 5 a seconda dell'entità di quest'ultimo). Per progressione e confluenza si configura l'aspetto della calvizie ippocratica, nella quale persiste soltanto la corona temporo-occipitale (gradi 6 e 7).
Secondo dati recenti il 50% degli uomini presenta una forma di alopecia clinicamente evidente. Dati altrettanto significativi sono stati pubblicati sull'incidenza dell'alopecia androgenetica negli adolescenti, lanciando l'allarme sull'impatto psicologico e il disagio emotivo che l'alopecia androgenetica può determinare in un numero altissimo di giovani.
Esiste una forma di alopecia maschile detta a triangolo isoscele o fronto-parietale, caratterizzata da innalzamento della linea fronto-parietale dei capelli che assume nel maschio, la tipica forma a “M” (la classica M della stempiatura). L'alopecia fronto-parietale non porta in tutti i casi all'alopecia androgeno dipendente: è facile vedere soggetti “stempiati” con densità dei capelli perfettamente mantenuta nella zona del vertice.
-tipo femminile: i margini frontali e temporali sono inalterati (non c'è stempiatura) ed anche i capelli all'occipite, mentre si ha un diradamento diffuso a livello del vertice, anche se soltanto raramente l'area risulta denudata. Secondo Ludwig esistono tre gradi di interessamento. Grado I: discreto diradamento, segnalato soltanto dalla maggiore larghezza della scriminatura a livello del vertice rispetto a quella occipitale, quando i capelli sono separati. Grado II: diradamento di media entità; la capigliatura appare chiaramente sfoltita. Grado III: alopecia conclamata; il cuoio capelluto è nettamente visibile attraverso i capelli superstiti.
Il 20% delle donne adulte ha un problema di caduta di capelli e in terzo di esse non dipende da fattori androgenetici.


Tricologia medica. Calvizie di tipo maschile. A dispetto della totale mancanza di capelli a livello frontale e del vertice rimangono nell'area parietale ed occipitale.

Alopecia di tipo maschile. La calvizie inizia con una recessione bitemporale (la classica stempiatura), poi si estende al vertice e progressivamente porta alla forma più severa.

ATTIVITA' CICLICA DEL FOLLICOLO PILARE

Il capello è composto da cellule molto specializzate uniche nel loro genere nell'organismo. Queste cellule sono predisposte a produrre la sostanza dalla quale sono costituiti: la cheratina. Questa proteina viene prodotta dall'epidermide, costituisce sia i peli che i capelli. Ogni capello è costituito dallo stelo o fusto, che rappresenta la parte visibile del capello (quella che fuoriesce) e dal bulbo, parte sottocutanea.
Il fusto del capello è composto da tre strati: cuticola esterna, parte corticale e parte midollare. Il bulbo è formato da cellule che sono in continua attività riproduttiva che, crescendo verso l'alto, formano il fusto.
All'interno del bulbo si trova una zona molto ricca di vasi sanguigni, la papilla (che da il nutrimento al bulbo) e i melanociti (che conferiscono il colore del capello). A seconda delle cellule che formano la melanina e della predisposizione genetica del soggetto si può avere il capello biondo, rosso, castano e nero, con diverse gradazioni.
Il capello si trova nel del derma, dove si trova anche lo sbocco delle ghiandole che producono il sebo (ghiandole sebacee). Il bulbo svolge il compitoassociare gli aminoacidi solforati, lipidi, ferro, rame, zinco, magnesio e vitamine. Gli aminoacidi più importanti per il capello sono la cisteina, la serina, la glicina, la valina, la arginina, la metionina, la treonina e l'acido glutammico.
A differenza del sebo e dello strato corneo, la crescita del pelo è discontinua. Al periodo di crescita segue infatti una caduta che sta ad indicare una attività ciclica del follicolo. Ogni follicolo pilare costituisce però una entità a sé stante cioè a dire che crescita e caduta del pelo non è sintonizzata con quella dei follicoli vicini. Questo comportamento in tricologia medica è definito a mosaico.
L'attività ciclica del follicolo può essere suddivisa in tre fasi:

-la fase dell'attiva e continua produzione del pelo, indicata come fase anagen
-la fase breve di transizione detta fase catagen (in questa fase cessa l'attività mitotica del bulbo)
-la fase di riposo in cui non c'è crescita del pelo che si identifica nella fase telogen.
L'attività ciclica del follicolo ha inizio dalla fase telogen: in questa fase il follicolo è un residuo del precedente follicolo in fase anagen. Esso si è accorciato fino al di sotto dello sbocco della ghiandola sebacea, la sua estremità è a forma di clava, manca della zona cheratogena e della guaina, la radice è avvolta da un sacco epiteliale ed il pelo prodotto durante la fase anagen precedente è rimasto incluso come guida per la crescita del nuovo follicolo.
Non si conosce ancora il meccanismo esatto con cui si passa rapidamente dalla fase anagen, caratterizzata dalla intensa proliferazione della matrice, alla fase telogen, rappresentata dalla differenziazione terminale delle cellule. Si presume che durante la fase anagen le cellule vadano incontro ad una transitoria proliferazione dando origine ad una transitoria proliferazione di cellule che proliferano e si trasformano in cellule della matrice.
Il periodo di crescita del follicolo varia in rapporto al distretto in cui si triva il pelo. Nel cuoio capelluto è di 2-6 anni (la fase telogen dura 2-4 mesi), nei peli della barba di 1 anno (la fase telogen dura 10 settimane, nei peli della barba di 1 anno (la fase telogen dura 10 settimane), nelle sopracciglia di 4-8 settimane (la fase telogen dura 3 mesi). Al diverso periodo di crescita si deve la diversa lunghezza che il pelo raggiunge.
Ogni giorno è stato calcolato che perdiamo in media dai 60 a 80 capelli e una chioma normale possiede in totale 100-150.000 capelli. Di questi capelli 85-95% si trovano in fase anagen, 1% in fase catagen, 10-15% in fase telogen.
Tutti i tipi di peli crescono durante la fase anagen (in modo variabile a seconda della stagione, del sesso e dell'età). Il capello cresce 0,35 mm al giorno e 1 cm al mese, i peli delle ascelle 0,3 mm e le sopracciglia 0,16 mm. Dopo circa 3 mesi, se non sono intervenuti fatti nocivi a carico della matrice, dove è caduto un capello ne nasce uno nuovo.
Qual'è la quantità di capelli che è normale che cadano in un giorno? Non c'è un numero esatto poiché dipende anche dalla quantità di capelli presenti sul cuoio capelluto. Essi possono essere da 100 a 200 mila e la caduta può interessare da 30 a 100 capelli in media al giorno. Per non andare incontro a calvizie è ne cessario che tutti i capelli che cadono siano sostituiti. Se per esempio cadono anche solamente 10 capelli al giorno, se ne vengono sostituiti nove o meno insorge l'alopecia.
Nelle stagioni di passaggio come autunno e primavera la caduta spesso aumenta perchè l'uomo conserva una manifestazione ancestrale propria dei mammiferi pelosi: la muta. Nei periodi di aprile-maggio e settembre-novembre alcuni ormoni stimolati dalle ore diurne (luce=stimolo), attivano un processo sincronizzato di caduta con aumento del diradamento. E' un fenomeno fisiologico che non è causa di alopecia definitiva.

DIAGNOSI DI ALOPECIA ANDROGENETICA: IL TRICOGRAMMA, UNA METODICA SEMPLICE MA FONDAMENTALE.

La valutazione dei cambiamenti clinici nel tempo dei pazienti con alopecia androgenetica che si sottopongono a trattamento anticaduta deve essere condotta con una metodologia particolarmente accurata. Il follow-up non può essere basato sul ricordo mnemonico del paziente o su una cartella. Per questo motivo è necessario avere una strumentazione che consenta una analisi del paziente obiettiva.
Il tricogramma è una metodica che è stata messa a punto nel 1965. E' un'indagine morfologica dei capelli molto accurata che consente di trarre conclusioni diagnostiche e prognostiche sullo stato di salute dei capelli. Ancora oggi è ritenuta una procedura findamentale.
Il tricogramma è un esame classico utilizzato in tricologia medica per la cui esecuzione sono necessari un microscopio e una calcolatrice. La procedura di analisi consiste nello strappo di circa 50 capelli (ma a volte anche 80-120) da diverse aree del cuoio capelluto (sicuramente da quella frontale e occipitale). I capelli prelevati vengono in seguito sottoposti all'ossservazione al microscopio e distinti sulla base dell'aspetto caratteristico in capello in fase anagen, catagen o telogen.
Dai rapporti fra questi aspetti morfologici nelle differenti aree di prelievo è possibile avere delle indicazioni orientative sulla diagnosi di alopecia androgenetica. L'esecuzione del tricogramma è semplice e può essere eseguita in un ambulatorio attrezzato. Con una pinza Coker, gommata per non traumatizzare i capelli, si strappa con un movimento rapido e secondo la direzione di crescita una ciocca di capelli a circa 2 cm dalla radice.
Il campione di capelli strappati deve essere almeno di 25-50 unità per potere essere considerato statisticamente rappresentativo. Il paziente deve essere istruito a non lavare, togliere o sottoporre i capelli a trattamenti cosmetici clinici e meccanici, almeno 7 giorni prima del prelievo. Frizioni o lavaggi infatti riducono la possibilità di raccogliere i capelli in fase telogen e aumentano il numero di anagen distrofici. Il tricogramma è un esame fondamentale per orientarsi in modo inequivocabile sulla diagnosi di alopecia androgenetica e capire meglio se una terapia ha funzionato (tricogramma eseguito al tempo 0 e un anno dopo il trattamento).
Un'altra metodica rapida e non invasiva è la fotografia globale standardizzata (fototricogramma). E' questa una apparecchiatura che permette di mantenere la testa in posizioni standardizzate e prefissate in modo da poter effettuare delle fotografie che permettano dei riscontri significativi. Questo esame non è quindi destinato alla pratica clinica ma alla valutazione di efficacia di cure in sperimentazione.

MINERALOGRAMMA

Il mineralogramma o analisi tissutale del capello è un test di laboratorio che utilizza come campione il capello e attraverso sofisticate tecniche analitiche determina la concentrazione dei principali minerali presenti nel campione. Questa analisi si esegue prelevando 3 cm di capelli dalla nuca, a livello dell'attaccatura e i capelli devono avere una lunghezza non superiore ai 3 cm. I capelli vengono lavati con una soluzione neutra per eliminarne le sostanze esterne. Successivamente vengono disciolti in una soluzione acida per poter essere analizzati da uno spettrofotometro ad assorbimento atomico capace di valutare la quantità di minerali contenuti nei capelli.

PULL TEST

Il Pull Test è un esame fondamentale che viene eseguito tirando una ciocca di capelli per valutarne la resistenza alla trazione. Da come si staccano dal cuoio capelluto si otterranno delle informazioni utili in senso prognostico. Se con una leggere trazione si strappano dai 20 ai 100 capelli ci si deve orientare verso un effluvio. Durante l'effluvio in fase telogen dei capelli cadono molte centinaia di capelli in un giorno. Si tratta di normali capelli senza segni di involuzione.
Se i capelli si staccano con i piccoli bulbi in fase anagen, siamo difronte ad un effluvio in anagen cioè a dire un'alopecia areata (nella maggior parte dei casi).
Se i capelli sono di numero modesto ma il paziente presenta clinicamente una calvizie incipiente, saremo con buona probabilità difronte a un defluvio quasi sempre di tipo androgenetico. Sarà certamente androgenetico il defluvio se tra i capelli staccati si hanno telogen miniaturizzzati.
Se i capelli si staccano senza bulbi sono capelli che si fratturano per cause esterne, maltrattamenti fisico-chimici, parassitosi...
Se questo esame viene ben interpretato è molto utile.

WASH TEST

Il wash test consiste nel fare lavare la testa ad un paziente dopo una settimana di astensione e fare la conta dei capelli caduti nel lavandino. Si dovrà mettere una garza sullo scarico. Nel effluvium telogen il numero è decisamente alto (da 300 a 1450).


TEST GENETICO PER ALOPECIA ANDROGENETICA: SCOPRI SE DIVENTERAI CALVO.

HairDX


Un nuovo test genetico rivoluzionario proveninte dagli Stati Uniti dove è già disponibile da mesi è ora possibile eseguirlo anche in Italia. Si tratta di eseguire due prelievi salivari con due tamponcini e spedirlo in California da cui arriverà una chiara e dettagliata risposta dell'esame nel giro di tre settimane.
Quando va eseguito questo test? Lo sviluppo dell'alopecia androgenetica è fortemente influenzata dalla predisposizione genetica. I geni responsabili possono essere ereditati sia dalla madre che dal padre. Gli scienziati hanno identificato che alcune varianti nel gene del recettore per gli androgeni localizzato sul cromosoma X sono fortemente associate con la calvizie precoce sia nel sesso maschile che nel sesso femminile.
Questo test permette di valutare il rischio genetico di perdere precocemente i capelli. Il test è utile per la predisposizione genetica alla calvizie e quindi permette di individuare e trattare precocemente i soggetti che hanno un alto rischio di sviluppare la malattia.
HairDX non è un test diagnostico, è un test di screening che individua il rischio genetico. Il test viene effettuato su un campione di DNA prelevato dalla saliva con un tampone. Ciascuno può effettuare da solo il prelievo domicilio seguendo le semplici istruzioni allegate al kit del test. Il prelievo viene poi spedito e testato negli Stati Uniti da dove arriverà il risultato in circa 1 mese. I risultati del test sono strettamente privati e il campione di DNA viene distrutto dal laboratorio subito dopo l'esecuzione del test.
Nell'uomo il test permette di distinguere due varianti genetiche di rischio per la calvizie: 1) basso rischio: gli uomini con questa variante hanno un basso rischio di perdere i capelli prima dei 40 anni. 2) alto rischio: gli uomini con questa variante hanno un alto rischio (circa il 70%) di perdere i capelli prima dei 40 anni.
Il test genetico HairDX per l'alopecia androgenetica femminile valuta la lunghezza della ripetizione di una sequenza (CAG) nel gene del recettore per gli androgeni AR che si trova sul cromosoma X. Questa ripetizione varia in lunghezza tra i diversi individui (CAG score). Le donne che hanno un basso CAG score hanno un rischio alto di sviluppare l'alopecia androgenetica, Le donne che risultano positive per questa variante ad alto rischio devono rivolgersi al medico che può prescrivere un trattamento farmacologico precoce per prevenire la comparsa o il peggioramento della malattia. Le donne che, al contrario, hanno un CAG score alto possono essere rassicurate in quanto sono a basso rischio di perdere i capelli. Ciò evita preoccupazioni e trattamenti inutili.

TELOGEN EFFLUVIUM

Con il termine effluvium o effluvio si intende una anomala caduta di capelli per quantità e qualità. Per Telogen Effluvium si intende una caduta di capelli intensa senza che compaiano chiazze di alopecia (alopecia areata). L'unico segno clinico è la conta dei capelli dopo il lavaggio (wash test): in questo caso devono contarsi almeno 100 capelli caduti.
Le cause del telogen effluvium possono essere molteplici. Tipico caso è nella donna dopo la gravidanza (nella puerpera) per il calo degli estrogeni, che esercitano un effetto protettivo. Altre possibili cause possono essere un trauma, chemioterapia, stress acuto o cronico, interventi chirurgici (anche per effetto della anestesia generale), iper o ipotiroidismo.
Si osserva un arresto delle mitosi pilari e della sincronizzazione dei cicli si riesce a capirquanto sia severo il telogen effluvium e quanti capelli perderà il paziente.
Esistono due forme di telogen effluvium:
-Telogen effluvium acuto, in cui si osserva una forte caduta di capelli all'improvviso e che tende ad arrestarsi dopo 3 mesi per poi subentrare una ricrescita totale o parziale.
-Telogen effluvium cronico, con durata maggiore e diradamento che si risolve in minima parte. Si osserva un alterazione del normale ciclo dei capelli.
La terapia nel telogen effluvium acuto non è necessaria o, almeno occorre rassicurare il paziente circa la rapida risoluzione del diradamento. Se necessario si può integrare un associazione di oligoelementi a base di ferro, rame, zinco e cisteina. Nel telogen effluvium cronico invece occorre consigliare corticosteroidi per os per un breve periodo.

- Che differenza c'è fra effluvio e defluvio?

Si può facilmente interpretare erroneamente una caduta fisiologica stagionale con una calvizie di origine ereditaria (alopecia androgeno dipendente) o viceversa, ragion peer cui può essere iniziata una terapia errata. Effluvio e defluvio sono caratterizzati da sintomi e caratteristiche differenti. Nell'effluvio infatti non c'è vera perdita di capelli perchè, pur a fronte di una caduta anche di centinaia di capelli al giorno, non si osserva mai una involuzione del pelo verso il vellus o perdita dell'annesso cutaneo per atrofia del follicolo. L'effluvio è un evento molto comune.


Tricologia medica. Telogen Effluvium.

Trattamenti anticaduta.

La terapia dermatologica, in questi ultimi anni, ha compiuto notevoli progressi. Prima, negli anni'80, l'introduzione del minoxidil e poi negli anni'90 quella della finasteride. Questi farmaci, che hanno realmente cambiato l'approccio del dermatologo con la calvizie, si sono rivelati molto efficaci e quasi privi di effetti collaterali. L'importanza degli ormoni maschili nell'origine di questo tipo di caduta è nota e le ricerche in questi ultimi anni si sono indirizzate verso la preparazione di un farmaco che agisse proprio contrastando l'azione inibitoria degli androgeni sul bulbo pilifero.

La Finasteride

L'utilizzo di 1 mg di Finasteride al giorno è la terapia più famosa al mondo per la cura dell'alopecia androgenetica. La finasteride con la sua azione di blocco sui recettori dell'enzima 5-alfa-reduttasi, è in grado di ridurre la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), la sostanza direttamente responsabile della caduta dei capelli, altamente nociva per i bulbi pilferi. La FDA statunitense ha approvato l'utilizzo di 1 mg al giorno di finasteride per la terapia dell'alopecia androgenetica. Dosaggi inferiori a 1 mg sono inefficaci e superiori a 1 mg possono al contrario risultare nocivi. La finasteride è un farmaco molto efficace, sicuro e con pochi effetti collaterali peraltro immediatamente reversibili dopo la sospensione della terapia.
La finasteride agisce principalmente sul tipo 2 dell'enzima 5-alfa reduttasi responsabile di più di 2/3 del diidrotestosterone in circolazione nel sangue (oltre ad essere il tipo presente nei follicoli piliferi). Ma quali sono gli effetti collaterali della finasteride? Un mito da sfatare è che la finasteride possa provocare impotenza. Non è vero! Gli effetti collaterali evidenziati, molto rari e reversibili, consistono in un 4% dei casi nel calo del desiderio sessuale e lieve calo del volume spermatico.E' tuttavia da segnalare che, secondo una indagine psicologica, spesso chi è convinto di essere soggetto a questo tipo di effetto collaterale, ha solamente un “blocco mentale”. Questo effetto psicologico è stato dimostrato in quanto si è verificato molto frequentemente in soggetti convinti di assumere finasteride che in realtà assumevano un placebo. In alcuni casi che assumevano finasteride si è addirittura evidenziato un aumento della libido perchè inibendo la 5-alfa reduttasi si evita la trasformazione in diidrotestosterone aumentandone del 10% il livello plasmatico.
I risultati clinici della finasteride dimostrano una ricrescita moderata o intensa nel 66% dei pazienti dopo 2 anni di trattamento e 138 nuovi capelli contati per pollice. Altri effetti collaterali segnalati, sempre transitori che possono manifestarsi sono un aumento degli accumuli adiposi, ritenzione idrica e ginecomastia per l'incremento degli estrogeni dovuti alla coonversione di una parte del testosterone in estradiolo attraverso l'enzima aromatasi.
E' stato inoltre evidenziato che i risultati clinici della finasteride migliorano con l'uso combinato di Minoxidil 2-5%.

La Dutasteride

La dutasteride è commercializzata con il nome di Avodart ad un dosaggio di 2,5 mg in capsule soft gel. E' difficile togliere le capsule per dimezzarne la dose. Questo prodotto nasce per la cura della ipertrofia prostatica benigna e di conseguenza l'utilizzo nella terpia della calvizie va fatto con cautela. Tuttavia, come farmaco anticaduta funziona molto bene. Dagli studi che sono stati riportati, gli effetti collaterali della dutasteride sarebbero molto simili a quelli della finasteride 5 mg. Esattamente effetti collaterali sulla sfera sessuale (calo della libido... ) sono il 3-4 % contro 1-2% della finasteride.
Per quanto riguarda il meccanismo di azione, sia finasteride che dutasteride inibiscono la formazione del diidrotestosterone (DHT) tramite l'inibizione dell'enzima 5-alfa reduttasi. Mentre però la finasteride blocca solo il tipo 2 di questo enzima, la dutasterideblocca sia il tipo 2 che il tipo 1.
Pur avendo la dutasteride effetti positivi certi sulla calvizie androgenetica, con un buon controllo sulla caduta, un ispessimento dopo pochi mesi di terapia del fusto del capello, non esistono ancora sufficienti informazioni sulle conseguenze negative di lungo periodo di questa molecola. Sembra infatti che gli effetti collaterali durino molto più a lungo della finasteride. Per questa ragione, non è stata ancora approvata (a differenza della finasteride e del minoxidil per uso topico) dalla FDA per il suo utilizzo nella calvizie androgenetica.


Boehmeria Niponivea: un rimedio naturale per l'alopecia androgenetica.

Si tratta di una pianta che cresce in giappone, dalla quale si estrae una miscela di acidi grassi polinsaturi (acido gamma-linolenico, acido linoleico, acido palmitico, acido oleico, acido elaidico e acido stearico) con azione di inibizione selettiva dell'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II e in parte anche su quello tipo I. Questi acidi grassi polinsaturi vanno a saturare l'enzima occupandone il recettore e disattivandolo all'interno della papilla dermica e delle cellule della matrice del follicolo pilifero.
Il vantaggio di questo trattamento è che non produce nessun cambiamento della componente ormonale e non ha effetticollaterali che interessino la sfera sessuale. Il dosaggio ideale è 300 mg/die. A questo dosaggio nella maggior parte dei casi, dopo sei mesi di terapia si può osservare una diminuzione della caduta e capelli più corposi.


Arginina

L'arginina è un aminoacido ramificato che può rivelarsi efficace nel trattamento della alopecia androgenetica in quanto fornisce nitrossido all'organismo, elemento molto utile alla ricrescita. Inoltre, può rivelarsi utile in corso di terapia con finasteride poiché contrasta un eventuale calo della libido.
Per ridurre gli effetti collaterali estrogenico simili esistono alcune sostanze naturali che agiscono regolando gli estrogeni come alcuni bioflavonoidi. In particolare sono rappresentate dalle proantocianidine oligomeriche (OPC) ed altre che agiscono direttamente sui sintomi riducendo ritenzione idrica, gonfiori ed eccessi di adipe più o meno localizzata.
Un integratore alimentare da associare quando si assumono farmaci anti-DHT, che agisce sia sulle cause che sui sintomi degli effetti collaterali prodotti dalla finasteride è il K-MAX ANTI-SIDES.


Minoxidil

Il Minoxidil è il farmaco anticaduta da più tempo utilizzato.
Il suo primo utilizzo in dermatologia risale ai primi anni '80 dopo che alcuni ricercatori si resero conto che a pazienti ipertesi cui veniva somministrato minoxidil per via endovenosa (il farmaco nasce come antiipertensivo) ricrescevano i capelli in modo considerevole. Secondo numerosi studi scientifici la percentuale di minoxidil più efficace è al 5% (approvato negli USA, con un 45% di ricrescita in più rispetto alla formula al 2%). Le capacità di questo farmaco non si discutono: agisce stimolando la fase di crescita del capello (fase anagen) e la neoangiogenesi.
Il trattamento prevede l'applicazione topica di 2 ml al giorno per un periodo minimo di 12 mesi. Secondo numerosi risultati clinici l'efficacia del minoxidil aumenta se associato ad altre sostanze come progesterone, spironolattone, acido retinoico, ciproterone acetato in percentuali variabili in soluzione. Un mito da sfatare assolutamente poiché si tratta di una diceria falsa ma molto diffusa è che, una volta sospeso il trattamento con minoxidil i capelli cascano più di prima: questa affermazione è falsa! Semplicemente riprendono a cadere secondo la loro naturale tendenza come facevano prima. Il minoxidil può abbassare la pressione in qualche paziente ipoteso soprattutto nei mesi molto caldi.


Superossido dismutasi (SOD).

E' un antiossidante ed assieme ai complessi rame-peptidi possiede la proprietà di stimolare la fase anagen del capello e la neoangiogenesi. La SOD, applicata per via topica, agirebbe sul fattore imunologico della calvizie androgenetica, interferendo con la reazione autoimmunitaria intorno al follicolo pilifero.


Serenoa repens.

La serenoa repens è una palma nana (palmetta di florida) che raggiunge i 2-4 metri di altezza, che cresce negli stati affacciati sulla costa meridionale degli Stati Uniti, nel sud Europa e nell'Africa del nord. E' oggi molto utilizzata nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna e della alopecia androgenetica. I suoi principi attivi (fitosteroli, derivati del sitosterolo, flavonoidi, trigliceridi) le conferiscono proprietà antiandrogeniche che esplica principalmente attraverso un'azione diretta sui recettori del diidrotestosterone, ed indiretta tramite l'inibizione dell'enzima 5-alfa reduttasi. A differenza della finasteride o della dutasteride, che inibiscono solamente una od entrambe le isoforme dell'enzima 5-alfa reduttasi, la serenoa agisce ad un duplice livello, bloccando l'enzima da un lato ed impedendo l'interazione del diirdotestosterone con il suo recettore dall'altro.


Melatonina.

La melatonina, neurormone sintetizzato dall'epifisi è stato dimostrato essere efficace nel trrattamento topico dell'alopecia androgenetica. Sembra avere un'azione regolatrice sulla crescita di alcune cellule epiteliali contrastando l'alopecia androgenetica.
I soggetti sottoposti a sperimentazione hanno evidenziato un aumento dei capelli in fase anagen e una diminuzione della fase telogen.


Alopecia Areata

L'alopecia areata, detta anche area celsi, è caratterizzata dalla comparsa di chiazze nel cuoio capelluto prive completamente di capelli. Lo stesso può accadere anche sui peli, come a livello delle sopracciglia o ella regione della barba. La comparsa di queste chiazze è improvvisa e la maggior parte degli esperti ritengono l'affezione correlata a stress acuto o cronico. A livello della barba, una volta si credeva (convinzione errata) che chi manifestava una chiazza di alopecia della barba dovesse avere un granuloma dentale dalla stessa parte. In termini prognostici, è più facile che si risolva definitivamente un'alopecia del cuoio capelluto piuttosto che un alopecia della barba che invece assume spesso un andamento cronico-remittente. Le chiazze del cuoio capelluto facilmente restano isolate e circoscritte con cute liscia e sottile e, dopo qualche tempo, tendono a risolversi. Talvolta invece confluiscono in chiazze più grandi e possono portare ad un'alopecia totale o addirittura universale (perdita completa di peli e capelli). Lo stress è il punto centrale nel meccanismo patogenetico che induce una reazione autoimmunitaria degli anticorpi propri contro i bulbi piliferi per cui i capelli cadono e non riescono più a ricrescere. Gli stress emotivi provocano liberazione di amine simpaticomimetiche con conseguente vasocostrizione peribulbare.
Quando si ha un inizio di ricrescita, i primi capelli, all'interno della chiazza sono più sottili bianchi.
L'alopecia areata è una affezione del cuoio capelluto piuttosto frequente e frequente in egual misura nei due sessi.
Spesso i primi a segnalarla al paziente sono i parrucchieri.

Trattamento dell'alopecia areata.

La terapia dell'alopecia androgenetica si avvale di un supporto psicoterapico (spesso è autorisolutiva), di terapia steroidea locale, di sostanze rubefacenti (revulsive, irritanti) come l'antralina, il dinitroclorobenzene, l'acido squarico o anche la crioterapia.
Sono assolutamente sconsigliate sia a livello del cuoio capelluto che a livello della regione della barba le infiltrazioni intralesionali di corticosteroidi poiché spessissimo provocano atrofie.


Alopecia areata. L'area di perdita di capelli è rotondeggiante. Se in fase iniziale non ci sono capelli quando successivaemnte ricrescono appaiono bianchi e sottili .

Tricologia medica. Alopecia areata della barba.

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