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Tatuaggi Temporanei: sono sicuri?


 

Secondo un recente sondaggio pare che negli Stati Uniti 20 milioni di persone hanno un tatuaggio permanente. Di queste, un terzo prima o poi decide di toglierlo. Spesso infatti le mode cambiano, cambia il nome della fidanzata che una persona si è fatta tatuare, il tatuaggio non piace più, oppure particolari esigenze lavorative obbligano a toglierlo (il ministero della difesa da qualche anno ha vietato a chi fa parte delle forze dell'ordine di avere tatuaggi). Oltre a tutte queste motivazioni, recenti casi di cronaca hanno segnalato la presenza di sostanze pericolose e vietate dalla legge in alcuni coloranti (ammine aromatiche) e di nanoparticelle con azione irritante, cancerogena e tossica. Infine, nonostante l'avanzare della tecnologia e i nuovi laser che sono a disposizione (laser a impulso rapido), non è ancora possibile eliminare del tutto i tatuaggi con più colori: colori come il bianco, il giallo limone o alcune tinte pastello sono molto difficili da cancellare.

 

Ecco perchè nel mondo è esploso il boom dei tatuaggi temporanei che trovano la loro espressione più comune nei tatuaggi all'Hennè. Questi ultimi sono sempre più richiesti perchè consentono di mostrarsi “up to date”senza che la propria pelle rimanga marchiata vita natural durante. Non c'è la paura né il dolore determinato dall'ago e, soprattutto, non si corrono rischi di infezione. Questo tipo di tatuaggio inoltre sparisce dopo qualche doccia (non durano più di 15-20 giorni). Pertanto risultano graditi ai giovanissimi e ai loro genitori che più facilmente acconsentono alla loro richiesta di farsi un tatuaggio.

 

Nel vero tatuaggio invece, la pelle viene incisa per fare penetrare i coloranti che arrivano fino al derma: le cellule del derma li inglobano per poi non rilasciarli più.

 

In realtà non si tratta di veri e propri tatuaggi ma solo di una colorazione dell'epidermide (più precisamente del suo strato più superficiale, definito strato corneo). Sulla pelle viene applicato un impasto di pigmenti colorati (contenenti diverse sostanze chimiche) che segue le linee di un disegno prescelto. L'impasto viene lasciato sulla pelle per un tempo predefinito e una volta rimosso rimangono impresse le linee del disegno.

 

Se da una parte questa tecnica non invasiva da l'idea di naturalezza, vista la grande diffusione che sta avendo, un istituto demoscopico ha segnalato che negli ultimi otto anni le allergie ai tatuaggi all'Hennè sono più che raddoppiate. E dunque è scattato l'allarme sicurezza.

 

Le ricerche effettuate hanno dimostrato con certezza che le reazioni allergiche sono provocate dalle sostanze chimiche contenute nell'impasto dei coloranti utilizzati. Il pericolo principale è rappresentato dagli additivi presenti. Fra tutte le sostanze chimiche aggiunte alla polvere di henna, quella che più spesso provoca dermatiti allergiche sulla cute è la para-fenilendiamina (Ppd). La Ppd, si trova nella composizione di molte sostanze utilizzate in cosmesi pur essendo molto tossica per la pelle. La sua funzione è quella di fissare rapidamente il colore e prolungarne la permanenza. Si trova nell' hennè nero, che è il più utilizzato per tatuare il corpo.

 

L'utilizzo della Ppd è autorizzato nelle tinture per capelli ad una concentrazione inferiore al 6% (da riflessi ramati ai capelli scuri e un colore arancione alle chiome bionde). Nel caso dei tatuaggi il suo utilizzo è consentito solo perchè viene a contatto con la cute per un breve periodo (risciacquo dopo trenta minuti). Spesso però, per i tatuaggi all'hennè vengono utilizzate miscele con concentrazioni di Ppd al 10-15% e, in alcuni casi, hanno scoperto impasti anche con una concentrazione di Ppd al 35%. E' evidente che a simili concentrazioni aumenta sensibilmente il rischio di comparsa di reazioni allergiche.

 


 

I principali problemi allergici che possono insorgere con questo tipo di tatuaggio sono:

-dermatite allergica da contatto: dopo oche ore ma anche dopo 5-6 giorni o dopo qualche settimana, sulla pelle colorata compaiono arrossamento, edema, infiammazione, forte bruciore, prurito ed anche vescicole che permangono per parecchio tempo (anche dopo che il tatuaggio è svanito).

-shock anafilattico: è la più grave tra le reazioni allergiche. Può verificarsi un abbassamento della pressione, gonfiore della laringe, senso di soffocamento e difficoltà respiratorie. Se non si interviene tempestivamente con farmaci adeguati può essere letale.

-sensibilizzazione permanente ad alcune sostanze chimiche: dopo una prima applicazione di un impasto all'hennè sulla cute, pur non essendosi manifestata nessuna reazione visibile, avviene una sensibilizzazione per cui in futuro ogni volta che l'organismo entrerà in contatto con la para-fenilendiamina si manifesterà un'allergia.

-comparsa di reazioni allergiche crociate. Si verifica un'allergia ad un gruppo di sostanze simili o imparentate con la Ppd.


 

Ciò che molte persone ignorano è che i tatuaggi fatti con l'hennè, da molti ritenuti simbolo di naturalezza e quindi sicuri, in realtà non sono innocui come si pensi. Ragione di ciò è che l'hennè presente in commercio non è puro ma, al contrario, miscelato con altre sostanze.

Nei bambini, che hanno una pelle molto più sensibile degli adulti, queste reazioni allergiche sono ancora più frequenti.

 

Ecco quindi otto regole fondamentali da seguire qualora non si voglia rinunciare a farsi un tatuaggio con questa sostanza per limitare le possibilità di incorrere in una reazione allergica:

1)evitare l'acquisto di kit online che spesso sono venduti senza alcun controllo

2)evitare i tatuaggi “da strada” fatti da tatuatori improvvisati che spesso utilizzano materiali scadenti

3)verificare che l'impasto per il tatuaggio sia a base di hennè naturale e quindi abbia un colorito arancio- marrone

4)verificare tutti gli ingredienti della tintura

5)controllare l'elenco degli ingredienti riportati sulla confezione

6)evitare di farsi tatuare zone molto sensibili come le mucose e le palpebre

7)evitare di tatuare due volte la stessa zona perchè è più facile che si verifichi una sensibilizzazione

8)controllare se l'impasto di hennè è dermatologicamente testato (un prodotto dermatologicamente testato ha meno rischi di provocare allergie).

 

Negli ultimi anni l'attenzione per il corpo è molto aumentata. Si assiste oggi ad una profonda modificazione del modo di rapportarsi alla salute, alla sessualità, alla propria immagine. Si parla sempre più di diete, di chirurgia plastica, di tecnologie riproduttive, di sport e di modificazioni corporee come piercing e tatuaggi che sono ormai diventate usuali. Sempre più spesso si pone il quesito se “avere un corpo significa essere un corpo”. In aggiunta, sempre più spesso si rende evidente il forte contrasto fra ciò cge siamo realmente e ciò che volgiamo apparire.

Negli ultimi anni il tatuaggio si è diffuso moltissimo: principalmente nella popolazione fra i 18 e i 40 anni come fenomeno di emulazione nei confronti di personaggi famosi (veline, cantanti, sportivi), ma l'aspetto più importante del tatuaggio è che si accorda con il bisogno di ciascuno di stabilire una propria identità, in contrapposizione con un mondo ormai dominato dall'omologazione.

 

Tutto il testo è stato preso dal libro “Se la pelle parlasse” (Editrice Tecniche Nuove) di Matteo Cagnoni. Capitolo: dallo stigma alla moda-pagina 239-260.


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