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Tanoressia


Se il tempo fosse un gambero...

di Matteo Cagnoni.

Sabato 27 luglio su un quotidiano nazionale è stata divulgata la notizia relativa alla partenza del concorso Miss Abbronzatissima 2013, manifestazione targata da una nota ditta di cosmetici ed organizzata in collaborazione con Radio 105. Per iscriversi al concorso, aperto a tutte le ragazze maggiorenni, è stato scritto sul giornale che basta andare sul sito 105.net oppure sulla pagina Facebook della ditta organizzatrice e caricare una o più foto in versione “estiva”. Al primo classificato diversi benefit....

Tutto questo potrebbe rientrare in una buona operazione commerciale-assolutamente legittima peraltro-evocando quel sapore di estate, di concorsi di bellezza, di leggerezza e di atmosfera glamour.

Purtroppo però con la pelle non si scherza. A pensarla così è il Dott. Matteo Cagnoni, Presidente dell'Istituto di Ricerca e Cura di Dermatologia Globale (IRDEG), associazione scientifica no profit di cui fanno parte 410 dermatologi italiani, che si occupa in modo particolare di danni da sole e dipendenza da abbronzatura, conosciuta anche come tanoressia. Da tempo è stata avviata una importante campagna di sensibilizzazione nella popolazione italiana per informare le persone circa i danni che possono derivare da una esposizione eccessiva e non corretta al sole. Nel 2009 una indagine demoscopica commissionata da Irdeg all'SWG di Trieste aveva evidenziato come gli italiani fossero in una certa percentuale “ossessionati” dall'abbronzatura (circa il 20% della popolazione) e pur consapevoli in larga misura dei danni che le cattive abitudini possono provocare mostrano un basso livello di attenzione al problema. Sanno che il sole può far male a certe condizioni ma preferiscono una bella pelle abbronzata a fronte di eventuali danni che vedono lontani nel tempo. Successivamente Irdeg ha classificato un vero identikit del paziente tanoressico o dipendente da abbronzatura: sta al sole perchè non può farne a meno (questa è stata la risposta di molti pazienti), perchè abbronzato si sente meglio, più competitivo e più sicuro di sè, aumenta il tono dell'umore, cala lo stato d'ansia...Consideriamo che il tanoressico medio sta al sole più di 6 ore al giorno ed anche nelle ore cosiddette a rischio (11-16), non utilizza creme protettive ma solo intensificatori dell'abbronzatura, è donna (maggior parte) tra i 25 e i 54 anni, ha la pelle di base già scura, ovviamente secca, disidratata. La maggior parte dei pazienti sono risultati fumatori.

 


Queste persone inoltre fanno anche numerose lampade abbronzanti in inverno e nei casi più severi anche in estate. Il problema risulta quindi più serio e complesso di quanto si pensi. Stiamo parlando di una patologia emergente.

Il sole negli anni come è noto è diventato molto più aggressivo (basta pensare che nel 1989 se una persona di carnagione chiara si esponeva al sole a lungo senza protezione per sviluppare una severa scottatura solare impiegava dalle 6 alle 8 ore; nel 2009 il tempo si è ridotto ad 1 o 2 ore).

Fino a 4 anni l'Italia era considerata il fanalino di coda in Europa, anche dopo la Grecia, come livello di attenzione al problema sole. Successivamente grazie all'impegno di tutti i dermatologi italiani e, nello specifico, della nostra associazione anche grazie ai due siti www.tanoressia.it e www.irdeg.it , abbiamo riscontrato (riteniamo di aver contribuito notevolmente ad educare le persone alla fotoprotezione, occupandoci-primi in Europa-dal 2004 di tanoressia) un notevole miglioramento nel comportamento degli italiani. Si comincia a stare più attenti: sono sempre più le persone che dicono di stare poco al sole perchè quando si espongono provano fastidio...In pratica stiamo risalendo la classifica e recuperando il tempo perduto. Oggi non si parla più esclusivamente di fotoprotezione ma anche di riparatori di dna, creme specifiche contenenti principi attivi in grado di riparare i danni provocati dai raggi UVA e UVB a carico del dna.

E' per questa ragione che l'Istituto di Ricerca e Cura di Dermatologia Globale ha espresso pieno disappunto su questa iniziativa del concorso “Miss più abbronzata”. Non dimentichiamo che per anni in Italia abbiamo risentito di un certo condizionamento culturale dettato da certe canzonette piacevoli anni '60 inneggianti al sole. Per molto tempo (vedi il boom delle lampade abbronzanti negli anni '80 e '90) è valsa l'associazione abbronzato uguale VIP, quindi la tintarella come status symbol. Sarebbe invece il momento di abbandonare questi clichè e magari pensare più alla tintarella di luna, ad una pelle diafana...Un concorso orientato su chi ha la pelle più abbronzata ci sembra uno spot alle vecchie-cattive abitudini che con tanta fatica stiamo cercando di cancellare. Dopo alcuni passi in avanti, un passo indietro!

Dott. Matteo Cagnoni- Dermatologo, Presidente Istituto di Ricerca e Cura di Dermatologia Globale (Irdeg) di Ravenna.



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